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Erbario

L'Erbario dell'Orto Botanico di Palermo (acronimo PAL) fu costituito nei primi del XIX secolo. Le sue collezioni (piante vascolari, felci, muschi, epatiche, alghe ma anche funghi e licheni) provengono, oltre che dalla Sicilia, da diverse parti del mondo come Australia, Africa, America centrale e meridionale, Europa, ecc.

In associazione con i secchi d'erbario esiste anche una collezione particolare di frutti secchi (carpoteca) e semi (spermoteca), campioni di legno (xiloteca) nonché numerosi frutti conservati nell'alcol, risalenti ai primi del Novecento.

L'Erbario è una recente evoluzione degli erbari Generale e Siculo, originariamente separati, lei cui collezioni venivano stimate intorno a 200 mila exsiccata per l’Erbario Generale e 60 mila per quello Siculo. Oggi, a seguito di nuove raccolte e alcune recenti acquisizioni, la sua consistenza viene calcolata in quasi 400 mila esemplari.

Il materiale siculo consiste, principalmente, nelle collezioni fanerogamiche e crittogamiche di Vincenzo Tineo (1791-1846) e di Agostino Todaro (1818-1892). Vi figurano, inoltre, reperti di Bianca, Bivona-Bernardi, Borzì, Gasparrini, Gibelli, Gussone, Heldreich, Huet du Pavillon, Inzenga, Lacaita, Lehmann, Lojacono, Mandralisca, Minà Palumbo, Nicotra, Parlatore, Porcari, Ross, Sommier, Sorrentino, Strobl e Terraciano ma anche (recente donazione) la collezione dello studioso vittoriese Girolamo Giardina (1943-2006) che consta di circa 12 mila reperti. Il materiale extrasiciliano è stato recentemente incrementato dalla donazione della collezione Greuter di circa 100.000 exsiccata provenienti da tutto il Mediterraneo e dall’Australia che comprende l’erbario di A. Bras (Francia), dell’abate Gave (Alpi orientali) e di D. Pithos (Grecia). Questo si è andato ad aggiungere alle collezioni già presenti di Revenchon provenienti dalla Francia, Corsica, Sardegna, Creta, Spagna e Algeria; di Sintenis dalla Grecia, Cipro e Portogallo; di Heldreich dalla Grecia; di Gandoger dalla Spagna, Portogallo, Francia e Creta; di Murbeck dall'Algeria; di W. Schimper dalla Francia, Algeria, Egitto e Mediterraneo orientale, e di altre sia storiche che recenti.

Le collezioni crittogamiche sono rappresentate da circa 2000 alghe, 1600 licheni, 4700 briofite e da un migliaio di micro e macromiceti. Relativamente alle alghe, la parte più consistente si riferisce al Mediterraneo, frutto degli scambi effettuati da Antonino Borzì negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo. La collezione lichenologica siciliana è appena rappresentata da meno di 100 reperti, in massima parte raccolti da Lanza all'inizio di questo secolo sulle pendici occidentali delle Madonie, mentre sono stati accertati in circa 1600 quelli dell'Erbario generale distribuite nel secolo scorso e provenienti da collezioni come quella dell'Erbario crittogamico italiano e licheni gallici essiccati delle collezioni Mougeot, Carestia e Baietto.

Relativamente alle briofite, la collezione dell'Erbario è molto modesta, essendo costituita da 107 reperti (15 epatiche e 92 muschi) appartenenti a 64 specie. Si tratta principalmente di materiali di Tineo, Bivona Bernardi, Lojacono, Todaro e Nyman provenienti dalle Madonie, Ficuzza, Monti di Palermo e dintorni di Messina.

Ben più consistente è la collezione briologica dell'Erbario generale quantificata in circa 4700 reperti provenienti dalle collezioni di Todaro oltre che da quelle dei muschi gallici di Husnot, dell'Erbario crittogamico italiano e da una cospicua quantità di specimina inviati da U. Martelli, G. Weber, M. Schultze, A. von Wegener, S. O. Lindberg, F. Schultz, C. Warnstorf, ecc.

Per quanto attiene alle collezioni micologiche, significative sono quelle di V. Beltrani, Passerini, Caldesi, Rabenhorst, e di de Thumen.

L'Erbario è attualmente ospitato in alcuni edifici adiacenti all'Orto botanico. La struttura, di circa 600 metri quadrati, è articolata in una ampia zona dotata di particolari armadi, profondi e strutturati in blocchi di scaffalature semoventi dove si conservano gli exsiccata, una piccola biblioteca e un laboratorio di supporto all’attività di conservazione dei reperti, completo di camera di disinfestazione, celle refrigerate, di zona di preparazione e manutenzione dei campioni.

Negli ultimi anni, oltre ad ammodernare la struttura e i laboratori, l’Erbario si è anche dotato di un moderna infrastruttura informatica finalizzata alla realizzazione del cosiddetto “erbario digitale” o "Virtual Herbarium". Così come sta avvenendo nei più importanti erbari europei e in quelli di gran parte degli altri continenti, anche l’erbario di Palermo ha avviato, quindi, la costituzione di una banca dati di immagini inerente i campioni in esso conservati. Oltre ad acquisire su un database i dati relativi alle targhette, attraverso un particolare scanner si sta procedendo al completamento di un archivio di immagini relativo a ogni singolo campione.

Orto Botanico

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